
Poi succede che un giorno ti svegli e non hai più la voce. All'inizio la cosa ti fa ridere, provi a parlare, a cantare, a sforzare il diaframma piuttosto che la gola, ma niente, il suono che esce non smette di essere ridicolo.
Poi ripensi alla sera prima, alle troppe sigarette fumate e alla voce che si abbassava piano piano mentre chiacchieravi; oppure a due giorni prima, quando per funeste ragioni hai preso la pioggia lasciandoti l'umidiccio addosso per diverse ore.
Non dai particolare importanza alla cosa, all'essere diventata quasi muta voglio dire, pensi che un po' di miele, propoli, tisane calde, un fazzoletto al collo ed un po' di pazienza possano bastare per riacquistare la capacità di comunicare.
Passano le ore, la giornata sta per concludersi. Le corde vocali sono state fin troppo affaticate, e durante tutto il giorno, quando necessario, un filo di voce è sempre uscito, ma ogni volta più basso.
Gli amici, i commercianti, le persone con cui hai parlato al telefono hanno avuto reazioni differenti davanti a questo fenomeno: c'è chi ha riso, chi si è preoccupato, chi ti ha consigliato "l'erba dei cantanti", ma c'è anche chi si è spaventato.
Quando la luna piena domina già da ore il cielo decidi di avviarti verso casa, stanca di gesticolare, parlare piano e non essere capita, scusarti per essere afona ecc.
Guidando nel silenzio dell'abitacolo ti rendi conto che nonostante abbia passato quasi tutta la giornata senza parlare, nella tua testa non c'è stato un minuto di silenzio....ti senti quasi stremata da tutta quella confusione e ti rendi conto che, quando poche ore prima un marmocchietto suonava a ripetizioni un fischietto troppo vicino al tuo orecchio, forse eri meno infastidita che da quel continuo brusio.
Allora intuisci che forse parlare con qualcuno, o magari cantare, potrebbe essere l'unico sistema per mettere a tacere quelle vocine interiori che hanno tanto da dire, forse troppo.
A quel punto capisci che forse non è un caso che la voce si sia presa qualche giorno di ferie.
Ripensi che oltre alle sigarette ed alla pioggia nei giorni passati è successo anche qualcos'altro. Ti viene in mente che ultimamente non fai altro che avere incubi, dormire male, svegliarti durante la notte e rimanere con gli occhioni spalancati guardando fuori la luna che tramonta, ogni giorno più piena. Poi ripensi agli ultimi risvegli, alla fatica di alzarsi dal letto anche se, in qualche raro caso, hai dormito otto ore (cosa che non succedeva da mesi ormai). Ricordi che più di una volta ti sei ritrovata con gli occhi umidi, e che hai avvertito una totale mancanza di energia quando hai messo il primo piede per terra.
Infine cerchi di non nascondere a te stessa che le ultime giornate sono state uno schifo, che ti sei sentita completamente priva della capacità di fare qualsiasi cosa. Che hai fatto un decimo di tutto quello che dovevi, sentendoti ogni volta più male per rimanere inchiodata in casa e non trovare la forza di uscire.
Allora capisci che mente e corpo sono un'unica cosa, che si sostengono e completano. Prendi coscienza del fatto che se le corde vocali hanno smesso di vibrare, probabilmente è perchè è arrivato il momento di smettere di parlare con gli altri per mettere a tacere le vocine che si hanno nella testa, e di ascoltarle, farle parlare una alla volta, dialogarci e capire qual'è il problema, mediare, pacificare e metterle a tacere solo quando si sentiranno soddisfatte delle risposte ricevute.
Forse è meglio che per un paio di giorni me ne sto zitta e ascolto quello che ho da dirmi. D'altronde dicono che il rimedio migliore per recuperare la voce quando la si è persa sia non parlare...sembra proprio che non ci sia possibilità di scegliere.
Libero sfogo alle vocine nella mia testa!
Poi ripensi alla sera prima, alle troppe sigarette fumate e alla voce che si abbassava piano piano mentre chiacchieravi; oppure a due giorni prima, quando per funeste ragioni hai preso la pioggia lasciandoti l'umidiccio addosso per diverse ore.
Non dai particolare importanza alla cosa, all'essere diventata quasi muta voglio dire, pensi che un po' di miele, propoli, tisane calde, un fazzoletto al collo ed un po' di pazienza possano bastare per riacquistare la capacità di comunicare.
Passano le ore, la giornata sta per concludersi. Le corde vocali sono state fin troppo affaticate, e durante tutto il giorno, quando necessario, un filo di voce è sempre uscito, ma ogni volta più basso.
Gli amici, i commercianti, le persone con cui hai parlato al telefono hanno avuto reazioni differenti davanti a questo fenomeno: c'è chi ha riso, chi si è preoccupato, chi ti ha consigliato "l'erba dei cantanti", ma c'è anche chi si è spaventato.
Quando la luna piena domina già da ore il cielo decidi di avviarti verso casa, stanca di gesticolare, parlare piano e non essere capita, scusarti per essere afona ecc.
Guidando nel silenzio dell'abitacolo ti rendi conto che nonostante abbia passato quasi tutta la giornata senza parlare, nella tua testa non c'è stato un minuto di silenzio....ti senti quasi stremata da tutta quella confusione e ti rendi conto che, quando poche ore prima un marmocchietto suonava a ripetizioni un fischietto troppo vicino al tuo orecchio, forse eri meno infastidita che da quel continuo brusio.
Allora intuisci che forse parlare con qualcuno, o magari cantare, potrebbe essere l'unico sistema per mettere a tacere quelle vocine interiori che hanno tanto da dire, forse troppo.
A quel punto capisci che forse non è un caso che la voce si sia presa qualche giorno di ferie.
Ripensi che oltre alle sigarette ed alla pioggia nei giorni passati è successo anche qualcos'altro. Ti viene in mente che ultimamente non fai altro che avere incubi, dormire male, svegliarti durante la notte e rimanere con gli occhioni spalancati guardando fuori la luna che tramonta, ogni giorno più piena. Poi ripensi agli ultimi risvegli, alla fatica di alzarsi dal letto anche se, in qualche raro caso, hai dormito otto ore (cosa che non succedeva da mesi ormai). Ricordi che più di una volta ti sei ritrovata con gli occhi umidi, e che hai avvertito una totale mancanza di energia quando hai messo il primo piede per terra.
Infine cerchi di non nascondere a te stessa che le ultime giornate sono state uno schifo, che ti sei sentita completamente priva della capacità di fare qualsiasi cosa. Che hai fatto un decimo di tutto quello che dovevi, sentendoti ogni volta più male per rimanere inchiodata in casa e non trovare la forza di uscire.
Allora capisci che mente e corpo sono un'unica cosa, che si sostengono e completano. Prendi coscienza del fatto che se le corde vocali hanno smesso di vibrare, probabilmente è perchè è arrivato il momento di smettere di parlare con gli altri per mettere a tacere le vocine che si hanno nella testa, e di ascoltarle, farle parlare una alla volta, dialogarci e capire qual'è il problema, mediare, pacificare e metterle a tacere solo quando si sentiranno soddisfatte delle risposte ricevute.
Forse è meglio che per un paio di giorni me ne sto zitta e ascolto quello che ho da dirmi. D'altronde dicono che il rimedio migliore per recuperare la voce quando la si è persa sia non parlare...sembra proprio che non ci sia possibilità di scegliere.
Libero sfogo alle vocine nella mia testa!